Un’infanzia da piccoli manager, la povertà educativa dei ricchi
L’articolo di Anna Granata, pubblicato su -> editorialedomani.it
La povertà educativa è un problema di chi ha poche risorse, ma attraversa anche i contesti più agiati. Molti figli di famiglie benestanti hanno giornate scandite da agende fitte, con sport, corsi e attività in cui eccellere. Ma l’infanzia si nutre pure di tempi vuoti utili a coltivare affetti e legami: un’educazione che non lascia spazio alla libera iniziativa non è un modello da seguire.
È diventata una delle categorie più ricorrenti nel dibattito pubblico sull’infanzia e sull’adolescenza: la povertà educativa. Con questa espressione si indica la mancanza di opportunità formative e culturali che impedisce a bambini e ragazzi di sviluppare pienamente capacità e talenti. In Italia, dicono i dati Istat, riguarda oltre 1,3 milioni di minori e si traduce in bassi risultati scolastici, alti tassi di abbandono e accesso limitato a libri, sport e cultura.


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