La scuola inclusiva ha davvero fallito?

L’articolo di Sara De Carla ad Anna Granata, pubblicata su -> vita.it

Da Alberto Manzi al tempo pieno, dagli immigrati ai ragazzi con disabilità, la storia della scuola italiana dimostra che proprio nelle classi più difficili possono nascere le idee migliori, tenendo insieme due parole che sembrano distanti: inclusione ed eccellenza. Anna Granata, professoressa di pedagogia alla Bicocca di Milano, nel suo nuovo libro smonta una convinzione sempre più diffusa: «È una fake news, l’inclusione non ha rovinato la scuola italiana: anzi ne ha costruito la parte più innovativa. E può ancora farlo»

 

Marmocchi, disadattati, analfabeti. Parole imperfette, vintage. Quelle che si usavano negli anni Cinquanta. Anni in cui, nonostante le parole imperfette, l’Italia ha saputo far nascere una rivoluzione mai vista, unica al mondo: la scuola aperta a tutti. «Ho raccolto e scritto queste testimonianze per amor di verità. Pensare e argomentare che l’inclusione abbia rovinato la scuola italiana è a tutti gli effetti una fake news storica che deve essere sfatata», dice Anna Granata, professoressa associata di pedagogia all’Università di Milano Bicocca. Introduce così il suo nuovo libro, La scuola inclusiva ha fallito (Laterza), in libreria dall’11 settembre.

 

Non possiamo non partire dal titolo. Una provocazione?

Chiaramente è un concetto che, detto da me, a chi mi conosce appare chiaramente provocatorio. Il volume fa parte di una collana dedicata al fact checking, volta a contrastare delle fake news storiche. L’idea è di “mettere a processo” delle concezioni di senso comune, ampiamente diffuse, per fare chiarezza con uno sguardo ampio, che porta una visione storica. Che la scuola inclusiva ha fallito è una di queste convinzioni, diffuse ma errate. Per me è stata l’occasione di andare alle radici della nostra scuola democratica, la scuola della Costituzione.

 

Cosa spera accada?

Che qualche lettore assolutamente convinto che la scuola inclusiva abbia fallito, leggendo queste pagine scopra le meraviglie della scuola inclusiva. Dico meraviglie non a caso, perché in questa storia ci sono davvero episodi incredibili, dagli anni Quaranta fino ai giorni nostri. Oggi in Italia sono in molti a criticare l’idea di scuola inclusiva: si dice che tara l’apprendimento al ribasso e penalizza i migliori per stare dietro ai più fragili. Questo libro dimostra che nella storia dell’Italia demo­cratica è accaduto sempre il contrario: eccellenza e inclu­sione vanno a braccetto, tanto che possiamo parlare di una vera e propria “eccellenza inclusiva”.

 

Perché allora in tanti sono convinti, oggi più di ieri, che la scuola inclusiva ha fallito?

La scuola italiana è in forte sofferenza: questo lo dico fin dalle prime pagine. Abbiamo una scuola sottofinanziata, con un personale scarso a livello numerico. In questi giorni vedremo il solito tema delle cattedre vacanti, di supplenti che arriveranno ad ottobre, che a volte sono persone formate ma che molto spesso invece si improvvisano in questo mestiere, perché ormai la carenza di insegnanti è tale che si può entrare in aula anche senza un titolo specifico. Tutto questo disegna una situazione drammatica della nostra scuola. E in queste condizioni la scuola fatica a svolgere il suo compito: qui non è un tema di scuola inclusiva o no, qui parliamo di una scuola che non va bene per nessuno, neanche per l’alunno “standard”, posto che esista un alunno standard. Quindi l’inclusione è un capro espiatorio e attaccarla è uno strumento demagogico, per cui si gridare all’invasione degli alunni stranieri o altro: ma a fare problema non sono i discenti, è il sistema che arranca. Devo anche dire che, nonostante tutto, la nostra scuola riesce ancora a fare il miracolo dell’istruzione e dell’inclusione.

 

Per leggere l’intervista completa -> https://www.vita.it/la-scuola-inclusiva-ha-davvero-fallito/